“Donne in azienda, incarichi in crescita. Ma è al vertice solo una su quattro” di Flavia Landolfi – Il Sole 24 ore – 10 dicembre 2018
La spinta deriva dalla legge sulle quote rosa del 2012. Nelle professioni aumenta la presenza femminile (+53%).
La spinta deriva dalla legge sulle quote rosa del 2012. Nelle professioni aumenta la presenza femminile (+53%).
A tre anni dall’accordo di Parigi sul clima, è il momento di decidere le azioni concrete per affrontare il riscaldamento globale, contenere l’aumento della temperatura media entro i 2 gradi sino a fine secolo, rispetto all’era preindustriale, e prevenire eventi naturali estremi.
Società benefit. Una definizione che pare un ossimoro per queste forme societarie che uniscono in sé gli aspetti più significativi del mondo profit e no profit. Il meglio delle B Corp italiane si è dato appuntamento il 28 novembre a Bologna, per conoscersi e confrontare la propria esperienza.
Assegnati presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi gli Oscar di Bilancio 2018, l’iniziativa promossa da Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, con Borsa Italiana e Università Bocconi, che dal 1954 premia le imprese più virtuose nelle attività di reporting e nella cura dei rapporti con gli stakeholder. Sabrina Florio, Presidente di Anima è membro della Giuria dell’Oscar. Alessandro Fusellato, Partner Grant Thornton Consultants, ha rappresentato Anima alla Cerimonia in qualità di delegato Anima per la Commissione “Grandi imprese quotate nei vari segmenti di Borsa Italiana’.
Le imprese italiane sostengono di preoccuparsi della qualità della vita dei dipendenti con una serie di iniziative a loro favore. Ma a un anno dall’approvazione della legge sul “lavoro agile”, un’indagine del Politecnico di Milano rivela che la strada è ancora lunga. Soprattutto per la pubblica amministrazione e per le Pmi.
L’ambiente diventa sempre più centrale per le aziende, parte integrante della strategia di business. Sono i clienti a chiederlo e da qualche anno, ormai: cioè da quando la crisi economica ha cambiato radicalmente il loto stile di vita.
Un quarto delle imprese italiane (345.000) negli ultimi 5 anni ha puntato sulla green economy per superare la crisi e affrontare il futuro. Sono più competitive, esportano e assumono di più energie e talenti da valorizzare anche per la lotta ai mutamenti climatici: una sfida per l’economia e l’innovazione, e un’opportunità per il made in italy. In italia 3 milioni di green jobs, il 13% degli occupati quest’anno 474.000 nuovi contratti attivati. Italia prima tra i big Ue per ricchezza prodotta per unita’ di materia: 4€ di pil/kg e prima per rifiuti riciclati: il 79% del totale. Realacci: “La green economy in italia incrocia innovazione, qualita’, bellezza e porta nuova competitivita’ alle imprese e al Paese. L’Italia è una superpotenza nell’economia circolare”.
I nuovi obblighi di informazione sull’impegno delle aziende per l’ambiente, il rispetto della diversità e la parità di genere che cambieranno il modo di lavorare. a Wall Street ha fatto scuola il richiamo di Larry Fink, numero uno di Black Rock. Per tutti, bonus e compensi saranno ripensati in funzione degli obiettivi verdi e sociali: salirà l’impegno a diminuire disuguaglianze interne. In Italia un top manager guadagna fino a 80 volte un suo dipendente.
Nelle aziende italiane che scommettono su tecnologie e modelli di business attenti all’ambiente crescono fatturati, export e assunti. Già creati tre milioni di posti di al lavoro.
Confindustria e Ministero dell’Ambiente d’accordo nel delineare un percorso comune – Gruppo congiunto per la semplificazione.