Parafrasando una canzone del 1989, viene spontaneo chiedersi cosa resterà di questa settimana di incontri, scontri, spettacoli e sceneggiate: scegliete voi il termine che sembra più adatto per descrivere il World economic forum di Davos. Raf cantava “anni ballando, ballando, Reagan Gorbaciov – Danza la fame nel mondo, un tragico rondò – Noi siamo sempre più soli, singole metà –Anni bucati e distratti, noi vittime di noi”. Parole dure, che parlano di solitudine, di fratture e di un dolore nascosto, ma che in qualche modo risuonano ancora oggi con quanto emerso prima e durante il Forum, a partire dal rapporto sui rischi globali e da quello di Oxfam sulle disuguaglianze crescenti. Dodici uomini, i più ricchi del pianeta, detengono una ricchezza pari a quella posseduta da metà della popolazione mondiale, circa quattro miliardi di persone.