Siamo abituati a immaginare i nostri medici come figure infallibili, instancabili e sempre corrette, quasi dei semi-dei. La realtà, tuttavia, è ben diversa: i professionisti sanitari sono esseri umani, spesso sovraccarichi di lavoro, sotto immense pressioni e con risorse limitate. Nonostante anni di formazione, i nostri cervelli non sono sempre equipaggiati al meglio per la velocità, la pressione e la complessità dell’assistenza sanitaria moderna. Questo contesto rende cruciale porci una domanda fondamentale: chi, o cosa, è nella posizione migliore per offrire un’assistenza al paziente efficace, che è lo scopo ultimo della medicina?